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Roma
21 Maggio 2026
Vista aerea di una zona verdeggiante di periferia con alberi, strade tortuose e diverse case in un quartiere residenziale, che ricorda un'oasi di pace protagonista dell'ultimo documentario su Roma di La Sentinella.
Dal Territorio

L’Olgiata non è Beverly Hills, se proprio dobbiamo, chiamiamola Security Hills

Diversamente da quanto scrivono giornalisti a caccia di una facile lettura, l’Olgiata non è la Beverly Hills romana.

Quella californiana è un’enclave della città di Los Angeles che Wikipedia definisce “una meta di attrazione turistica di una certa importanza, che ogni anno attira migliaia e migliaia di visitatori da tutto il mondo.”

Dunque, prendendo la definizione per buona, la vera Beverly Hills romana è piuttosto il Tridente del centro storico.

L’Olgiata, superficie e abitanti

L’Olgiata è invece un’exclave di Roma, ignota ai turisti e da sempre considerata “allo sprofondo” anche se negli ultimi decenni i suoi collegamenti con il centro sono di gran lunga migliorati grazie a una stazione di treno urbano dotata di accesso riservato.

La sua superficie equivale a quella della mia città di origine, Venezia, con una popolazione cinque volte minore: circa 10.000 persone.

Come a Venezia, all’Olgiata è facile incontrare facce note, senza la scomodità di dover fare tutto a piedi con uno sciame di turisti attorno.

Non è un paesino perché ci si sta larghi, ma almeno di vista ci si conosce abbastanza.

All’inizio ci costruì la casa un gruppetto di ambasciatori a riposo per il loro buen retiro; seguirono un paio di monarchi in esilio, poi arrivò perlopiù chi era amante della quieta vita.

Anche qualche personaggio televisivo, alimentando la leggenda che ci vivono le star: non è così, a parte l’esiguo numero, costoro non sono certo paragonabili, absit iniuria verbis, a Richard Gere o a Marlon Brando.

L’Olgiata, un luogo sicuro

Oggi un efficientissimo sistema di antifurto radar ne fa soprattutto un quartiere sicuro, difficilmente accessibile ai ladri, perché chi solo si avvicina al suo perimetro recintato viene subito individuato e messo in fuga da un piccolo esercito di vigilantes.

Tutto ciò, inutile dirlo, non costa un centesimo al Comune di Roma, è un servizio pagato da chi vi abita, a seconda della dimensione della sua abitazione.

Beverly Hills lasciamola a Los Angeles: se proprio dobbiamo, chiamiamola Security Hills.

Giorgio Fabbi

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