La salute del nostro udito, ad esempio, è strettamente legata al nostro benessere generale. Numerosi studi hanno dimostrato che una riduzione dell’udito può avere effetti significativi sulla qualità della vita: chi sente poco tende a isolarsi, è più soggetto a stati d’ansia, irritabilità, depressione e può andare incontro a un declino cognitivo più rapido, aumentando perfino il rischio di Alzheimer.
Ma non solo. Le persone con problemi di udito hanno una maggiore difficoltà nel mantenere l’equilibrio, con una probabilità tripla di cadere rispetto a chi ha un udito normale. E le cadute, soprattutto negli anziani, rappresentano una delle principali cause di incidenti gravi o mortali.
L’ipoacusia, quindi, non è solo una questione di “sentire meno”, ma può influenzare profondamente anche la nostra sicurezza, la nostra mente e la nostra vita sociale. L’isolamento e la riduzione dei contatti umani, infatti, possono persino ridurre l’aspettativa di vita.
Per questo motivo, alcune aziende che producono apparecchi acustici hanno sviluppato dispositivi sempre più evoluti, capaci non solo di migliorare l’ascolto, ma anche di monitorare l’attività fisica e cerebrale di chi li indossa.
Questi strumenti innovativi sono in grado di rilevare, ad esempio, quanta attività fisica svolgiamo durante la giornata o quanto tempo passiamo in ambienti complessi dal punto di vista acustico. Un modo in più per prendersi cura della propria salute in modo semplice e costante.
Non solo: oggi gli apparecchi acustici possono anche aiutarci a ricordare le attività quotidiane, come prendere dei farmaci o bere più acqua, grazie a promemoria programmabili direttamente tramite app. All’orario stabilito, un messaggio discreto ci verrà trasmesso direttamente nell’orecchio.
La tecnologia sta facendo passi da gigante: gli apparecchi acustici moderni si collegano allo smartphone, ci permettono di ascoltare le telefonate senza dover avvicinare il telefono all’orecchio, si connettono al navigatore dell’auto, alla TV, e trasmettono i suoni in modo chiaro e bilanciato in entrambe le orecchie.
Non a caso, il grado di soddisfazione degli utilizzatori di questi dispositivi supera l’88%. E la maggior parte di chi li ha provati afferma che avrebbe voluto farlo molto prima.
Oggi esistono soluzioni per ogni esigenza, sia estetica che economica, con prestazioni davvero straordinarie.
Ricorda però una cosa importante: spesso passa troppo tempo tra quando si avverte un problema uditivo e quando si decide di affrontarlo. E questo può compromettere la possibilità di un recupero ottimale. L’udito perso non si recupera: si può correggere, sì, ma nessuna tecnologia potrà mai eguagliare la perfezione del nostro udito naturale.
Prendersi cura del proprio udito, quindi, è un gesto di prevenzione fondamentale per vivere meglio e più a lungo.
Prenotate oggi stesso un’analisi gratuita dell’udito o una visita senza impegno.
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I nostri centri per l’udito SENTECH sono iscritti all’albo dei fornitori per le pratiche ASL (invalidi civili) e INAIL (invalidi del lavoro). Chi ha diritto può richiedere apparecchi acustici anche completamente gratuiti.
Stefano Tomassetti
Dottore Audioprotesista
