Bambino no: una tendenza in crescita nella società
In genere in questa rubrica si cerca di dare risposte o, comunque, si tenta di illustrare i meccanismi della mente che sottendono a determinati comportamenti. Questa volta, invece, lo sforzo sarà quello di mantenere un tono interlocutorio, che possa sollecitare in tutti noi qualche riflessione sul nostro futuro.
Un numero crescente di persone sceglie di non avere figli
La sollecitazione iniziale nasce dell’ennesimo spot in cui si prospettano vacanze al riparo di bambini, rappresentati come mostriciattoli urlanti, senza ragione e senza limiti, attentatori della sanità mentale di chiunque.
Ristoranti, spiagge, musei, locali, vacanze, viaggi in cui non sono graditi i bambini sono solo la conseguenza di una propensione sociale molto più ampia, per la quale è stato coniato il termine child-free, proprio per indicare la scelta di persone – sempre in numero crescente – che scelgono, in maniera consapevole, di non avere figli.

È infatti, un dato accertato che, fra le coppie italiane senza figli, metà non li hanno voluti.
Numeri che fanno pensare ad un vero e proprio “inverno demografico”
Nel 2023, in Italia sono nati solo 379 mila bambini, meno degli abitanti di Firenze: numeri che fanno pensare ad un vero e proprio “inverno demografico” e che confermano una tendenza visibile da alcuni anni ossia una curva in continua discesa, dal 2008 in poi, in cui ogni anno viene raggiunto un nuovo record negativo.
Da una indagine dell’Istituto Toniolo sul tema, in cui sono state intervistate 7 mila donne di età compresa tra 18 e i 34 anni, è emerso che una larga percentuale ammette apertamente di non volere figli (21%) o di essere interessata alla maternità, ma in maniera molto debole (29%). Si arriva ad un 50% di donne che potrebbero decidere di non avere mai figli.
Ma cosa c’è dietro questa tendenza?
Le nuove generazioni non sentono la genitorialità come obbligo sociale. In questo caso, può essere inutile se non controproducente tentare di convincere coppie, ed in particolare le donne che non sentono la procreazione come un imperativo biologico e sociale, a mettere in discussione e cambiare le abitudini di vita o gli impegni professionali per fare spazio a un bebè.
Creare un contesto favorevole alla libera scelta
Ciò su cui si può intervenire più facilmente è sulle problematiche, sociali ed economiche, che rappresentano un freno per la natalità per chi bambini ne vorrebbe: precariato e difficoltà dei giovani ad accedere a un’abitazione, difficoltà ad armonizzare tempi di vita e tempi di lavoro, nella quasi totale assenza di servizi per l’infanzia e di conciliazione tra carriera e famiglia, rischio di povertà sempre in agguato.
La ricetta più immediata è, dunque, quella “creare un contesto favorevole alla libera scelta”.
La riflessione
Per tutti, la suggestione è quella di riflettere su quanto segue:
- Che fine economica e sociale può fare un Paese che smette di fare figli?
- Che fine culturale può fare un Paese che non è disponibile ad accogliere bambini, a pensare un futuro a misura anche di bambino?
- Che fine può fare un Paese che si pensa “libero dall’umanità”?
Buone vacanze.
