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21 Maggio 2026
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Amianto e Marina Militare: condanna per il Ministero della Difesa, riconosciuto lo status di “vittima del dovere” ad ex Maresciallo

Condanna al Ministero della Difesa

Il Tribunale di Bari ha condannato il Ministero della Difesa al riconoscimento dei benefici previdenziali in favore di un ex Primo Maresciallo, D.T.E., che ha contratto gravi malattie polmonari a causa dell’esposizione all’amianto durante il servizio.

La sentenza rappresenta una nuova vittoria per l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e dell’Osservatorio Vittime del Dovere, impegnato nella tutela dei militari e dei lavoratori colpiti da patologie asbesto-correlate.

Una carriera a rischio tra navi e arsenali

D.T.E. ha prestato servizio nella Marina Militare dal 1986 al 2019, operando su unità come l’Intrepido, il Vittorio Veneto, il Perseo, l’Aliseo e il Palinuro.

Per oltre trent’anni è stato esposto a polveri di amianto e alle radiazioni provenienti dai radar militari, fattori che hanno causato asbestosi polmonare e ispessimenti pleurici.

La diagnosi e il rigetto iniziale

La malattia è stata diagnosticata nel 2015. L’ex maresciallo ha chiesto il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio e lo status di vittima del dovere, ma la prima richiesta fu respinta perché ritenuta priva di “infermità invalidante permanente”.

Le nuove perizie che ribaltano il caso

Successivi accertamenti medici e consulenze tecnico-legali hanno invece attestato un’invalidità permanente del 30% dovuta all’esposizione professionale all’amianto.

Queste prove hanno convinto il Tribunale di Bari ad accogliere il ricorso, riconoscendo a D.T.E. lo status di vittima del dovere.

I benefici economici riconosciuti

La sentenza garantisce all’ex maresciallo una serie di prestazioni previdenziali e assistenziali:

un’elargizione di circa 60 mila euro, un vitalizio mensile di 2.000 euro e gli arretrati maturati dal 2019 a oggi, come stimato dall’Osservatorio Nazionale Amianto.

Un precedente giuridico significativo

Ezio Bonanni ha definito la decisione “un tassello importante in un orientamento giurisprudenziale consolidato”, che considera l’esposizione ad amianto nelle strutture e nei mezzi militari come “particolari condizioni ambientali e operative” necessarie per il riconoscimento di vittima del dovere.

La battaglia per i diritti delle vittime

La sentenza ribadisce che anche lo Stato deve assumersi la responsabilità di proteggere i propri dipendenti esposti a materiali nocivi, come l’amianto impiegato a lungo nella costruzione di navi e infrastrutture portuali della Marina Militare.

L’impegno continuo dell’ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto prosegue la sua azione di supporto, grazie a una rete di medici legali, avvocati, tecnici e criminologi, offrendo consulenza gratuita alle vittime di amianto e di altri cancerogeni. Per assistenza è attivo il numero verde 800 034 294 e un form online dedicato.

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