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28 Ottobre 2026
Sicurezza pubblica e criminalità minorile
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Sicurezza pubblica e criminalità minorile: nuove regole per i minori, stretta sulle violenze e più poteri di prevenzione

Il Consiglio dei Ministri approva un decreto-legge che rafforza gli strumenti di contrasto alla criminalità minorile e alle violenze durante le manifestazioni. Previste nuove disposizioni sulla responsabilità dei minori dai 14 anni, sanzioni per i genitori, arresto in flagranza differita e misure preventive fino a 12 ore. A Milano arrivano altri 500 militari per l’operazione Strade Sicure.

Sicurezza pubblica, il Governo approva nuove misure contro la criminalità minorile

Nuove disposizioni per contrastare la criminalità minorile, rafforzare la sicurezza nelle manifestazioni pubbliche e ampliare gli strumenti di prevenzione a disposizione delle forze dell’ordine.

Il Consiglio dei Ministri, su proposta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dei ministri dell’Interno Matteo Piantedosi, della Giustizia Carlo Nordio e della Difesa Guido Crosetto, ha approvato un decreto-legge recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile.

Il provvedimento interviene su diversi aspetti del sistema penale e della prevenzione, introducendo nuove disposizioni sulla responsabilità dei minorenni, sanzioni amministrative per chi esercita la responsabilità genitoriale e pene più severe per le violenze organizzate durante le manifestazioni.

Tra le novità figurano anche l’estensione dell’arresto in flagranza differita, il rafforzamento degli strumenti di prevenzione nei luoghi affollati e l’incremento del contingente militare impiegato a Milano nell’operazione Strade Sicure.

Criminalità minorile: presunzione di imputabilità dai 14 anni

Una delle novità più rilevanti riguarda la responsabilità penale dei minorenni.

Il decreto introduce una presunzione di imputabilità per i ragazzi che hanno compiuto 14 anni. La capacità di intendere e di volere viene quindi presunta, salvo prova contraria.

Si tratta di una modifica significativa rispetto all’impostazione tradizionale del sistema penale minorile, che attribuisce particolare importanza alla valutazione individuale della maturità del ragazzo al momento del fatto.

La nuova disposizione non elimina la possibilità di dimostrare l’incapacità di intendere e di volere, ma modifica il criterio di partenza della valutazione.

Restano inoltre ferme le disposizioni che prevedono una diminuzione della pena per i minorenni riconosciuti imputabili.

Il decreto adegua conseguentemente anche le norme del processo penale minorile, comprese quelle relative alle misure cautelari.

Arresto in flagranza differita anche per i minorenni

Un altro intervento riguarda l’estensione ai minorenni dell’arresto in flagranza differita, nei casi previsti dalla legge.

Questo strumento consente di procedere all’arresto anche dopo la commissione del reato, entro i termini stabiliti dalla normativa e sulla base degli elementi di prova richiesti.

L’obiettivo è consentire alle forze dell’ordine di intervenire anche quando non sia stato possibile effettuare immediatamente l’arresto durante episodi di violenza o altri fatti penalmente rilevanti.

L’applicazione ai minorenni dovrà comunque avvenire nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento per i soggetti di minore età.

Responsabilità dei genitori: sanzioni amministrative per alcuni reati dei figli

Il provvedimento introduce anche nuove conseguenze per chi esercita la responsabilità genitoriale.

Quando un minorenne, anche non imputabile, partecipa a determinati reati, potranno essere applicate sanzioni amministrative ai genitori o agli altri soggetti responsabili.

La sanzione non sarà automatica: chi esercita la responsabilità genitoriale potrà evitare la conseguenza amministrativa dimostrando di non aver potuto impedire il fatto.

La disposizione punta a rafforzare il ruolo educativo e di vigilanza delle famiglie, affiancando alla responsabilità individuale del minore una maggiore attenzione agli obblighi di chi ne esercita la responsabilità.

Il tema resta particolarmente delicato, perché richiede di conciliare la necessità di prevenire comportamenti violenti con la valutazione delle concrete possibilità di controllo da parte delle famiglie.

Risarcimento dei danni: procedure più rapide per beni pubblici e privati

Il decreto interviene anche sul risarcimento dei danni provocati dai comportamenti illeciti.

Per i danni arrecati ai beni pubblici, il prefetto potrà disporre direttamente il risarcimento attraverso la procedura prevista dal provvedimento.

Per i privati danneggiati viene invece introdotta una modalità semplificata che consente di ottenere più rapidamente un decreto ingiuntivo.

L’obiettivo è ridurre i tempi necessari per il recupero delle somme dovute e rendere più efficace la tutela economica delle persone e delle amministrazioni che subiscono danneggiamenti.

Manifestazioni pubbliche: introdotto il reato di violenza organizzata

Un capitolo centrale del decreto riguarda la sicurezza durante le manifestazioni pubbliche.

Viene introdotto il nuovo delitto di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, destinato a colpire i comportamenti violenti posti in essere da gruppi organizzati.

La fattispecie riguarda chi, nel corso di una manifestazione, partecipa a un gruppo composto da almeno cinque persone che agisce in modo organizzato, anche occasionalmente, e utilizza o lancia oggetti atti a offendere oppure artifici pericolosi, determinando un concreto pericolo per l’incolumità delle persone.

Il provvedimento distingue quindi l’esercizio del diritto di manifestare dalle condotte violente che possono mettere a rischio la sicurezza dei partecipanti, delle forze dell’ordine e dei cittadini.

Pene più severe sono previste per chi organizza o promuove il gruppo e per chi istiga alle violenze, anche attraverso strumenti informatici o telematici.

Danneggiamenti, devastazioni e aggressioni agli agenti: pene più severe

Il decreto introduce una specifica aggravante per il danneggiamento commesso da un gruppo organizzato di almeno cinque persone.

Sono inoltre previsti aumenti di pena per determinate ipotesi di devastazione e saccheggio e per gli attentati a impianti di pubblica utilità commessi durante le manifestazioni.

Per queste fattispecie viene consentito il ricorso all’arresto in flagranza differita.

Un’ulteriore disposizione riguarda le lesioni personali provocate a ufficiali o agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza nell’esercizio delle proprie funzioni o a causa di esse.

In tali circostanze, il procedimento penale potrà essere avviato d’ufficio, senza necessità della querela della persona offesa.

Fermo preventivo fino a 12 ore: estesi i controlli nei luoghi affollati

Sul fronte della prevenzione, il decreto amplia l’ambito di applicazione dell’accompagnamento e del trattenimento presso gli uffici di polizia per un massimo di 12 ore.

La misura, indicata nel dibattito pubblico come fermo preventivo, viene estesa dalle manifestazioni alle specifiche operazioni di polizia effettuate in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone.

Potrà essere applicata, anche nei confronti dei minorenni, quando sulla base di elementi concreti sussista un fondato motivo per ritenere che un soggetto possa porre in essere condotte di concreto pericolo per la sicurezza.

Restano previste le garanzie stabilite dall’ordinamento, comprese le tutele specifiche riconosciute ai minorenni.

La misura introduce uno strumento preventivo particolarmente incisivo, la cui applicazione dovrà essere valutata anche alla luce dei principi costituzionali relativi alla libertà personale e alla proporzionalità degli interventi.

Divieto di raduno fino a un anno: la misura può riguardare anche i quattordicenni

Il provvedimento attribuisce inoltre al questore la possibilità di disporre un divieto di radunarsi con determinate persone in luoghi specificamente individuati.

La durata del divieto non potrà superare un anno.

La misura potrà riguardare anche minorenni che abbiano compiuto 14 anni, qualora ricorrano le condizioni previste dalla normativa.

In particolare, il divieto è rivolto a soggetti che abbiano tenuto in gruppo comportamenti intimidatori o violenti e che siano già stati destinatari di provvedimenti di prevenzione oppure condannati per delitti contro la persona o il patrimonio.

L’obiettivo è prevenire la reiterazione di comportamenti violenti, soprattutto nei contesti urbani caratterizzati da fenomeni di aggregazione criminale.

Giustizia: procedure accelerate in caso di numerosi arresti

Il decreto contiene anche disposizioni organizzative per il sistema giudiziario.

In occasione di eventi che determinino un numero particolarmente elevato di arresti, sarà possibile ricorrere a una procedura accelerata per l’applicazione temporanea di magistrati agli uffici giudiziari interessati.

La misura punta a garantire il rispetto dei termini di legge per la convalida degli arresti, evitando che situazioni eccezionali compromettano il regolare svolgimento delle attività giudiziarie.

Strade Sicure: altri 500 militari a Milano fino al 31 dicembre 2026

Tra le disposizioni approvate figura anche il rafforzamento dell’operazione Strade Sicure nella città di Milano.

Fino al 31 dicembre 2026, il contingente delle Forze armate impiegato nel controllo del territorio sarà incrementato di 500 unità.

I militari saranno destinati a rafforzare le attività di presidio e vigilanza, nell’ambito delle operazioni coordinate con le autorità competenti.

L’intervento punta ad aumentare la presenza dello Stato sul territorio e a sostenere le attività di prevenzione e controllo nelle aree considerate maggiormente esposte a criticità.

Sicurezza e criminalità minorile: il confronto tra prevenzione, responsabilità e diritti

Le nuove disposizioni intervengono su temi che occupano un ruolo centrale nel dibattito pubblico: la sicurezza delle città, la violenza giovanile, la tutela delle forze dell’ordine e il diritto dei cittadini a manifestare pacificamente.

Il rafforzamento degli strumenti repressivi e preventivi risponde all’esigenza di contrastare comportamenti violenti e garantire maggiore protezione negli spazi pubblici.

Allo stesso tempo, l’applicazione delle nuove misure, soprattutto nei confronti dei minorenni, richiederà attenzione al rispetto delle garanzie costituzionali e dei principi che caratterizzano la giustizia minorile.

Accanto agli interventi normativi, rimane centrale il ruolo delle famiglie, della scuola, dei servizi sociali e delle istituzioni territoriali nella prevenzione del disagio giovanile.

Il contrasto alla criminalità minorile non riguarda soltanto la risposta penale, ma anche la capacità di intervenire sulle condizioni che favoriscono l’emarginazione, la violenza e il coinvolgimento dei più giovani in attività criminali.

La sfida sarà quindi verificare se il nuovo quadro normativo riuscirà a rafforzare concretamente la sicurezza pubblica, mantenendo un equilibrio tra efficacia dei controlli, tutela dei diritti individuali e funzione educativa della giustizia minorile.

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