C’è una stortura che da troppo tempo grava sui cittadini italiani: la differenziazione territoriale delle tariffe RC auto e moto. Il premio assicurativo non dipende dalla condotta individuale, ma dal semplice luogo di residenza. Chi vive in alcune province paga cifre enormemente superiori rispetto ad altre, anche se in vita sua non ha mai provocato un incidente.
Il paradosso dei “cittadini di serie B”
A Napoli o Caserta una polizza può costare il doppio o il triplo di quanto si pagherebbe a Trento o Aosta. È una penalizzazione collettiva che ignora la prudenza alla guida, contraddice il principio costituzionale di uguaglianza e trasforma il codice postale in una condanna economica.
Effetti socialmente pericolosi
Questa ingiustizia non si limita a svuotare i portafogli: genera conseguenze gravi. I premi spropositati spingono molti a circolare senza assicurazione, pratica illegale ma alimentata dalla percezione di subire un torto. Cresce così il numero di veicoli non assicurati e si riducono le tutele per chi, rispettando le regole, rischia di restare scoperto in caso di incidente.
Un fallimento di Stato e mercato
Lo Stato ha chiuso gli occhi, mentre le compagnie assicurative hanno preferito la scorciatoia della tariffa territoriale invece di puntare su strumenti più equi: analisi dei comportamenti individuali, dispositivi di monitoraggio, premi di virtuosità. Il risultato è un sistema che alimenta illegalità e sfiducia.
Un nuovo modello per giustizia e legalità
È tempo di ripensare dalle fondamenta il sistema assicurativo, abbandonando la logica discriminatoria della residenza. Servono criteri basati sul merito e sulla storia di guida, che premino i comportamenti virtuosi e garantiscano davvero protezione a tutti.
L’uguaglianza non è un privilegio
Giustizia, equità e legalità devono tornare a essere i pilastri del settore. Continuare a tollerare questa pratica significa accettare un’Italia a due velocità, fatta di cittadini di serie A e di serie B. L’uguaglianza davanti alla legge – e davanti a una polizza – non è un favore da chiedere: è un diritto da difendere.
