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21 Maggio 2026
Una scena d'epoca si svolge presso la vivace stazione di servizio, dove il gestore stazione di servizio supervisiona il rifornimento di più auto e l'interazione delle persone. Nelle vicinanze, un cartello "BAR" scandisce l'atmosfera vivace mentre gli edifici circondano l'ambiente vibrante.
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Stazione ENI di Corso Francia: Clarioni lascia la gestione

Dopo 43 anni di interrotta attività, l’eclettico imprenditore Luigi Clarioni ha lasciato la gestione della stazione di servizio ENI di Corso Francia. Racconta a “La Sentinella - l’occhio vigile sul territorio” le ragioni di questa scelta.

Clarioni, quando ha maturato la scelta di terminare la sua esperienza di gestore?

Per 43 anni sono stato il gestore di questa stazione di servizio, una stazione di servizio che ha sempre fatto sperimentazione, fuori dai canoni tradizionali. Addirittura futuristica, perché ho messo insieme tutta una serie di servizi che ne hanno fatto un punto di riferimento per l’intera zona.

ENI ha costituito una società all’interno del Gruppo per gestire direttamente tutte le stazioni di servizio, a me era scaduto il contratto e sinceramente non mi riconoscevo più nelle nuove scelte aziendali dell’Eni. Dopo tanti anni di dedizione e sacrifici per far crescere e sviluppare questa Stazione, non me la sentivo di dover sottostare a decisioni prese da altri che non conoscevano le specificità e le esigenze del territorio.

Ci sono stati momenti di esitazione o dubbi durante il processo di vendita?

 Ammetto che è stata una decisione sofferta, con molti momenti di dubbio, di esitazione. Ma alla fine ha prevalso la volontà di proseguire nei miei impegni in prima persona, piuttosto che lavorare alle dipendenze di altri.

Quali erano le sue priorità durante la trattativa?

La priorità è sempre stata quella di tutelare i miei dipendenti, persone che hanno lavorato con me per venti, trenta, e addirittura quarant’anni. Ho preteso che fosse garantita loro l’occupazione, mantenendo invariate le condizioni contrattuali ed economiche che avevano con me. Questo è stato un intenso motivo di confronto con ENI, e lo abbiamo formalizzato in un documento. Ad oggi pian piano ci si sta avviando per applicare quanto concordato. Sento quotidianamente i miei ex collaboratori e sono al loro fianco per vigilare che ENI rispetti appieno i patti. Mancano ancora alcuni aspetti dell’accordo da rispettare.

Guardando indietro alla sua carriera come gestore di una stazione di servizio, quali sono state le sfide maggiori che ha dovuto affrontare?

Sicuramente l’avvento dell’elettrico, siamo passati da una vendita di circa 11,5 milioni di litri ai 5,5 attuali, abbiamo diversificato con altri servizi, come ad esempio la lavanderia all’interno dell’ENI Caffé.

Quali sono stati i momenti più gratificanti della sua carriera imprenditoriale?

Mettere in campo delle idee e vedere che erano vincenti e che portavano risultati anche al di sopra delle aspettative. Sia in termini di occupazione sia in termini di ritorno economico. Ho preso la stazione di servizio con 8 persone e l’ho lasciata con 36 dipendenti, ma nei momenti d’oro ho raggiunto anche i 55 dipendenti. Altra cosa che mi fa particolarmente piacere è che nell’arco di 40 anni siamo diventati un punto di riferimento per Roma Nord, con il nostro essere aperti come distributore h24 e con tutti i servizi, sia per la persona sia per la macchina, che offriamo.

Cosa pensa del futuro del settore delle stazioni di servizio?

Io sono convinto che il futuro delle stazioni di servizio sia nei servizi. Servizi a 360 gradi, vale a dire dalla sostituzione dei pneumatici ai finanziamenti, dal pagamento di una bolletta ad una ricarica telefonica, passando per tutto quello che si può offrire in maniera rapida ad una persona che sosterà nelle Stazioni.

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