Il Tribunale di Lecce ha condannato il Ministero della Difesa a risarcire con 138.801,39 euro un uomo napoletano che ha perso il padre, ex militare della Marina Militare morto di mesotelioma pleurico. La sentenza riconosce che la malattia fu causata, o almeno concausata, dall’inalazione di fibre di amianto durante il servizio svolto per conto dell’amministrazione.
La vicenda
A.G., nato a Napoli nel 1938, prestò servizio a bordo di navi della Marina Militare dal settembre 1958 al dicembre 1960, come allievo fuochista e motorista navale. Secondo la ricostruzione accolta dal giudice, lavorava a contatto con materiali contenenti amianto, senza adeguati dispositivi di protezione. Tra gli elementi emersi c’è anche l’uso di una pezza di amianto in dotazione insieme al mitragliatore. La malattia si è manifestata oltre cinquant’anni dopo: la diagnosi risale all’autunno 2015 e l’uomo è morto a Sarzana, in provincia della Spezia, il 15.11.2016.
La decisione del Tribunale
Per stabilire il nesso causale il Tribunale ha utilizzato la consulenza tecnica disposta dal Tribunale del Lavoro di Genova in un altro procedimento, prodotta agli atti dalla parte attrice. Il consulente ha concluso che il mesotelioma pleurico epitelioide, causa del decesso, è stato con elevata probabilità provocato o comunque concausato dall’amianto inalato durante il servizio militare, e che non c’erano altri fattori noti in grado di determinarlo o accelerarlo.
Nella motivazione il giudice osserva che la presenza di amianto nei luoghi di lavoro non è stata smentita da alcuno. Nemmeno è stato contestato che il militare non fosse stato dotato dei minimi strumenti di protezione né informato dei rischi. Da qui la conclusione di una condotta illecita, tenuta con colpa dall’amministrazione.
Il risarcimento riguarda il danno non patrimoniale da perdita del rapporto parentale, che il giudice ha ritenuto sussistente in re ipsa, in assenza di prova contraria e, per quantificarlo, il Tribunale ha applicato le tabelle di Milano.
La decisione si inserisce in una lunga vicenda giudiziaria della famiglia, che comprende altri procedimenti sui diritti degli altri congiunti.
Il commento dell’Osservatorio Nazionale Amianto
«Questa sentenza restituisce un riconoscimento concreto a un figlio che ha perso il padre per una malattia causata da un’esposizione che lo Stato avrebbe dovuto evitare.
Il Tribunale ha accertato che al militare non furono dati né strumenti di protezione né informazioni sui rischi, e ha riconosciuto la responsabilità del Ministero della Difesa.
È una vittoria che dà speranza alle tante famiglie colpite dall’amianto, spesso costrette ad attendere anni per vedere affermato un diritto.
Continueremo a batterci perché ogni vittima e ogni familiare ottengano giustizia», dichiara l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale della famiglia.
Prosegue l’impegno dell’Osservatorio Vittime del Dovere APS e dell’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto APS, con tutto lo staff legale di cui fa parte l’Avv. Veronica Scigliano, l’Avv. Lidiana Belfiore, l’Avv. Giorgia Cicconi, la Sig.ra Francesca Piredda e la Dott.ssa Federica Pacca.
Per poter accedere al servizio gratuito è sufficiente domandare la consulenza con email a: osservatorioamianto@gmail.com oppure scrivere attraverso il sito ONA, ovvero chiamando il numero verde 800 034 294.
