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2 Gennaio 2026
lavoratori alle prese con amianto
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Benefici pensionistici per i lavoratori esposti ad amianto

Una nuova sentenza che fa giurisprudenza

Nuova sentenza della Corte di Appello di Catania, che conferma i principi dettati dalla Corte di Cassazione, dopo il ricorso dell’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA APS e dell’Avv. Ezio Bonanni.
Così la decisione definitiva sul caso di Salvatore Patania, assistito ormai da anni, e che è emblematico per tutto il territorio nazionale, compresi i petrolchimici del nord Italia. Infatti, Salvatore Patania, ex operaio del Polo petrolchimico Enichem di Priolo Gargallo, ottiene il riconoscimento dei propri diritti previdenziali per l’esposizione ad amianto.

La condanna dell’INPS e il ruolo della Corte d’Appello

La Corte d’Appello di Catania, in sede di rinvio disposto dalla Corte di Cassazione, ha condannato l’Inps a riconoscere la rivalutazione contributiva per esposizione all’amianto e il conseguente aumento della pensione in favore del lavoratore.
La vicenda è resa nota dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA).

Una vittoria simbolica per i lavoratori del settore

Patania ha lavorato per oltre quindici anni come operaio montatore alle dipendenze di alcune società operanti all’interno del petrolchimico.
“Si tratta di una vittoria storica” – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, pioniere della tutela dei diritti dei lavoratori esposti ad amianto e Presidente dell’ONA.

Le battaglie dell’ONA: prepensionamento e rivalutazioni

L’ONA si batte sia per il prepensionamento amianto, sia per la rivalutazione della pensione INPS in caso di esposizione ad amianto, oltre che per il riconoscimento delle malattie professionali con rendita INAIL e per l’equiparazione a vittima del dovere.

Il lungo contenzioso e l’intervento decisivo della Cassazione

Nonostante i riconoscimenti tecnici dell’Inail sull’esposizione qualificata all’amianto, l’Inps aveva negato i benefici contributivi utili al prepensionamento, sostenendo che il periodo di rischio fosse inferiore ai dieci anni.
Il ricorso era stato respinto in primo grado e in appello, fino all’intervento in Cassazione dell’avv. Bonanni.

Il principio stabilito dalla Suprema Corte

La Corte di Cassazione ha annullato le precedenti decisioni, affermando che il termine finale dell’esposizione non può essere fissato automaticamente alla data di entrata in vigore della legge n. 257/1992, ma deve basarsi sulle reali condizioni di lavoro e sulla data effettiva delle bonifiche.
Sulla base di questo principio si è celebrato il nuovo giudizio conclusosi con la condanna dell’INPS.

I benefici riconosciuti a Patania

In esecuzione della sentenza, la Corte ha riconosciuto:

  • un incremento della pensione di circa 400 euro mensili;

  • il pagamento degli arretrati degli ultimi cinque anni (circa 25.000 euro);

  • il diritto alla rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto;

  • la condanna dell’Inps alle spese legali per un totale di oltre 17.000 euro.

La soddisfazione del lavoratore e il significato della sentenza

Secondo l’avv. Bonanni, la decisione conferma che la tutela dei lavoratori esposti ad amianto non può essere sacrificata ai formalismi.
Patania ha espresso grande soddisfazione, ringraziando i suoi legali e l’On. Pippo Gianni, medico legale e componente del comitato tecnico scientifico dell’ONA.
Ha definito la decisione una “vittoria storica” e ha invitato tutti i lavoratori dei poli industriali d’Italia, compresi quelli della Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto, ove si concentra il maggior numero di casi di mesotelioma, a far valere i propri diritti e a chiedere giustizia, anche per il risarcimento danni amianto.

L’impegno futuro dell’ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto continuerà ad assistere i lavoratori e i familiari delle vittime, promuovendo prevenzione, bonifiche e sorveglianza sanitaria.

Come ottenere assistenza

L’ONA offre consulenza legale e medica gratuita scrivendo tramite il sito dell’associazione, oppure contattando lo sportello di tutela al numero verde 800 034 294.

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Dott. Stefano Tomassetti

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