Un progetto controverso nel cuore del XV Municipio
Il 22 luglio 2025 il gruppo consiliare “Territorio e Partecipazione” ha presentato alla Città Metropolitana un’istanza urgente per segnalare presunte irregolarità urbanistiche e procedurali nella gestione dell’autorizzazione concessa alla società Roma Biometano S.r.l.. L’impianto, previsto su un terreno di circa quattro ettari lungo via Braccianese Claudia, avrebbe una capacità di 510 Smc/h.
Autorizzato con una determinazione dirigenziale del 2022, il progetto è stato oggetto di una prima variante nel 2023 e di una seconda richiesta di variante a maggio 2025, per modificare la posizione degli impianti interni al lotto, a causa di nuovi vincoli geologici e archeologici.
Il parere contrario di Roma Capitale
L’istanza depositata ricorda che il Dipartimento di Pianificazione urbanistica di Roma Capitale aveva già espresso un parere negativo:
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l’impianto non è compatibile con la destinazione agricola dell’Agro Romano;
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mancano gli standard urbanistici minimi, come parcheggi pubblici e privati;
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le opere viarie previste non risultano conformi alla normativa vigente.
In particolare, la cosiddetta “variante non sostanziale” comporterebbe in realtà modifiche significative: spostamento e rotazione dell’impianto verso le abitazioni e raddoppio del tracciato stradale di accesso, con un potenziale aumento del traffico e peggioramento della qualità dell’aria.
Un’area già sotto pressione ambientale
A preoccupare ulteriormente i cittadini è la vicinanza di un secondo impianto: a meno di quattro chilometri di distanza, nella zona di Cesano-Osteria Nuova, è stato autorizzato un biodigestore pubblico. Entrambi gli impianti insistono su un territorio già fortemente compromesso da depositi ENEL, antenne radio e altri carichi ambientali.
Eppure, fino ad oggi, nessuna valutazione ambientale integrata ha considerato l’impatto complessivo di queste strutture, sollevando dubbi sulla gestione e la pianificazione ambientale a livello sovracomunale.
Sopralluoghi e stop ai lavori
Nel frattempo, dai sopralluoghi effettuati dal XV Municipio è emerso che la società Roma Biometano avrebbe avviato i lavori prima della conclusione del procedimento sulla seconda variante.
Il 12 luglio scorso, a seguito di controlli congiunti tra la Direzione tecnica del Municipio XV e la polizia locale, sono state riscontrate irregolarità nel cantiere. Il risultato: sospensione immediata dei lavori.
“Le difformità rispetto al progetto autorizzato ci hanno costretto a fermare il cantiere – ha dichiarato il presidente del Municipio XV, Daniele Torquati –. La società potrà presentare le proprie osservazioni, ma i lavori restano al momento bloccati.”
Le richieste dei cittadini
I residenti dei quartieri Olgiata e La Storta chiedono ora chiarezza e risposte. L’istanza inviata alla Città Metropolitana pone una serie di quesiti fondamentali:
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Perché la variante è stata considerata non sostanziale, pur modificando posizione e viabilità?
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È stata svolta una istruttoria tecnica indipendente?
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Sono stati coinvolti tutti gli enti competenti: Municipi XV e XIV, Regione Lazio, ASL, ARPA Lazio, Soprintendenze?
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Quando verrà effettuata una valutazione ambientale cumulativa sull’impatto dei due impianti?
Una questione che riguarda tutti
In gioco non ci sono solo aspetti tecnici o cavilli normativi, ma questioni cruciali per la qualità della vita nel nostro territorio: salute pubblica, sostenibilità ambientale, viabilità e legalità.
La Sentinella continuerà a seguire con attenzione l’evolversi della vicenda, raccogliendo le voci dei residenti e chiedendo trasparenza e partecipazione alle istituzioni. Le scelte che riguardano il nostro territorio devono essere condivise, motivate e rispettose della legge.
