Agli inizi quando si parlava di lei si diceva: l’intelligenza artificiale può essere definita, in linea generale, come “l’insieme di studi e tecniche che tendono alla realizzazione di macchine, specialmente calcolatori elettronici, in grado di risolvere i problemi e riprodurre attività proprie dell’intelligenza umana”.
Con il voto del Parlamento Europeo del 13 marzo 2024, è stata data approvata la definizione di sistema di intelligenza artificiale, che è stata così espressa: “un sistema automatizzato progettato per funzionare con diversi livelli di autonomia e che può mostrare capacità di adattamento dopo l’installazione e che, per obiettivi espliciti o impliciti, deduce, dagli input che riceve, come generare output quali previsioni, contenuti, raccomandazioni o decisioni che possono influenzare ambienti fisici o virtuali”.
La definizione più ricorrente di intelligenza umana è: “la capacità di affrontare e risolvere con successo situazioni e problemi nuovi o sconosciuti”.
Con questa definizione quella assunto dalla comunità assai discosterebbe l’AI da quella Umana. Infatti la definizione recita “… obiettivi espliciti o impliciti…”, non “nuovi o sconosciuti” che è ben diverso.
Per il mio lavoro di progettista ho iniziato ad utilizzare il computer nei primi anni 80.
Ho visto la loro continua evoluzione, maggiore velocità nel risolvere i problemi sempre più complessi, ma sono rimasti incapaci di andare aldilà del loro naso, e così sarà in futuro.
L’altra settimana ero a Napoli, finto a galleria, du persone facevano du chiacchjare, uno diceva io nun saccio car’è ‘sta Intelligenza Artificiale ma suongo cierto ca’ non puote fotte nu Napoletano.
Francesco Leoncini
